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INTRODUZIONE


Le abilità cognitive visuo-spaziali sono importanti per la piena espressione del potenziale intellettivo di un individuo; sono chiamate in causa in modo particolare durante le attività di problem solving, di astrazione, di ragionamento, di pianificazione motoria e sono quindi molto importanti durante gli impegni scolastici.
Soggetti che evidenziano difficoltà negli apprendimenti (DSA), esaminati attraverso opportuna e formale valutazione delle abilità strumentali scolastiche (lettura, scrittura e calcolo), possono essere successivamente sottoposti ad una valutazione di secondo livello delle abilità cognitive visuospaziali, che può evidenziare debolezza in una o più aree, rendendo indicato un programma di potenziamento delle stesse.
Il programma di potenziamento delle abilità visuospaziali si articola in procedure che stimolano le seguenti aree:

Analisi Visiva

Attraverso la costruzione di figure piane, complesse, ottenute con tessere geometriche (quadrati, triangoli e rombi) di diversi colori.

Interazione Visivo-Verbale

Attraverso la costruzione di figure piane, complesse, ottenute con tessere geometriche (quadrati, triangoli e rombi) di diversi colori, seguendo la descrizione verbale del terapista. Questa attività permette di stimolare la capacità di ascolto, quella di comprensione e l’abilità rappresentativa che deve mediare la successiva fase di costruzione. E’ prevista anche la fase, più complessa, in cui è il bambino a descrivere al terapista le figure, in modo che sia stimolata l’abilità di comunicazione efficace.

Memoria Visuospaziale

Sono esempi di terapia in quest'area “Il tappabuchi”, il Memo-tris e “Camaleonte”.

Rappresentazione VIsiva

La procedura denominata “feel box” (scatola per sentire) richiede al bambino di riconoscere, al tatto, quali tessere geometriche (le stesse indicate precedentemente) sono necessarie e come devono essere posizionate, per riprodurre la figura nascosta nella scatola.
La procedura denominata “geo-puzzle mentale” prevede che il bambino riconosca quali tessere geometriche sono necessarie per riempire adeguatamente una sagoma data.
Con la procedura “Architetto” viene stimolata l’abilità di rappresentazione spaziale.
Ai ragazzi più grandi si propone anche la procedura “Rotazioni Mentali” in cui i pazienti devono rappresentarsi mentalmente, e poi eseguire, la figura proposta come se fossero in un'altra posizione spaziale (da destra, da sinistra oppure di fronte). La figura proposta aumenta di complessità al crescere dell’abilità del bambino.

Organizzazione Spaziale

Attraverso procedure che potenziano la lateralità, la direzionalità e l’integrazione bilaterale corporea. Con il potenziamento di queste funzioni i bambini diventano maggiormente consapevoli del concetto destra sinistra, non solo rispetto a se stessi e agli altri elementi dell’ambiente, ma anche rispetto a percorsi da rappresentarsi mentalmente, in modo simile al seguire un itinerario in una carta stradale.
Per l’integrazione bilaterale corporea sono proposte attività motorie gradualmente più complesse che coinvolgono in misura crescente la coordinazione tra la parte destra e sinistra del corpo, in modo simultaneo e sequenziale.

Attenzione Visuospaziale

Attraverso tabelle di lettere di grandezza e affollamento adeguato, che devono essere lette rispettando determinate regole, seguendo il ritmo di un metronomo. Inoltre, tramite esercizi della stessa categoria viene trattato il Rapid Naming (denominazione rapida).


AUTOSTIMA E AUTOEFFICACIA


Il miglioramento delle aree visuospaziali, grazie alle procedure descritte precedentemente, si accompagna ad un incremento della sicurezza in sé stessi e ad una migliore sensazione di autoefficacia, grazie alla frequenza dei successi in terapia.
Sicurezza in se stessi e sensazione di autoefficacia sono due aspetti molto importanti. I bambini condizionati negativamente da un elevato senso di insicurezza, (che a sua volta dipende da una bassa sensazione di autoefficacia, instauratasi a causa delle frequenti esperienze di insuccesso sperimentate nella quotidianità soprattutto scolastica) possono giovarsi di un trattamento di potenziamento cognitivo delle abilità visuospaziali, anche se queste ultime non si sono dimostrate particolarmente deboli.
La mediazione del terapista e le piccole, ma continue, esperienze di problem solving insite nelle procedure di trattamento, consentono di sperimentare un approccio maturo al compito, in cui le esperienze di successo migliorano la sensazione di autoefficacia, mentre gli inevitabili insuccessi, che accadono durante le attività proposte, vengono gradualmente accettati, perché sviluppano la flessibilità strategica e cognitiva. L’insuccesso smette di essere un vissuto di bruciante sconfitta e acquisisce valore come risorsa che contribuisce al proprio miglioramento.
Il consolidamento di queste componenti importanti della personalità intellettuale di un individuo, rappresenta un obiettivo prioritario del trattamento, insieme al potenziamento delle abilità visuospaziali specifiche.

METACOGNIZIONE


Un ulteriore obiettivo del trattamento è quello di migliorare la consapevolezza delle proprie potenzialità. Questo aspetto di metacognizione permette di prevedere con maggior precisione il successo o meno durante un impegno cognitivo. Ne consegue il vantaggio di saper affrontare con maggiore serenità anche le situazioni più complesse, in cui è probabile l’insuccesso. Quando l'insuccesso non viene più vissuto negativamente, permette di affinare le strategie a disposizione dell’individuo e diviene strumento di miglioramento.

ALTRE FUNZIONI


Altre funzioni cognitive migliorano in modo evidente grazie al trattamento:
  • la memoria di lavoro, importante in tutte le attività cognitive e scolastiche in cui è necessario aggiornare i dati in memoria, col procedere dell’elaborazione delle informazioni (l’esempio migliore è dato dai problemi di matematica e di geometria, ma altre attività didattiche necessitano di questa operazione di “updating”). Questa funzione è stimolata in molte delle procedure roposte nel programma di potenziamento, che non possono essere portate a termine con successo, se la memoria di lavoro non si attiva in modo efficace.
  • l’attenzione, in tutte le sue componenti: sostenuta, divisa, selettiva, che si potenziano attraverso la concentrazione necessaria allo svolgimento delle attività.